"Ogni psicologia che sceglie come sua meta l’anima, deve parlare in termini immaginativi"
James Hillman


Forse negli anni 20 del Novecento, quando diede inizio ai suoi primi esperimenti con l'uso delle immagini mentali, l'ingegnere parigino Robert Desoille non poteva prevedere che le sue ricerche avrebbero consentito il successivo sviluppo di una tecnica psicologica basata proprio sull'uso di una delle più affascinanti funzioni psichiche umane: l'immaginazione.

 

Questo metodo, originariamente definito "rêve éveillé dirigé", nel tempo si è evoluto nella moderna tecnica dell'Esperienza Immaginativa, frutto di un secolo di applicazione e di ricerca in ambito psicoanalitico e del contributo delle più recenti scoperte neuroscientifiche.


Com’è possibile utilizzare l'immaginazione come tecnica di intervento psicologico? Non di rado ci abbandoniamo a qualche forma di fantasticheria, o al sogno ad occhi aperti. E tutto questo appaga in qualche modo un nostro bisogno, o gratifica qualche speranza o alimenta qualche illusione, o tenta addirittura di dare forma a qualche nostro inconfessabile desiderio nascosto. Ma questo modo di abbandonarci alla fantasticheria è generalmente di scarso aiuto se desideriamo trovare una via per realizzare concretamente i nostri desideri.
 

Le particolarità del metodo dell’Esperienza Immaginativa

L'impiego del metodo dell'Esperienza Immaginativa ha caratteristiche e finalità del tutto diverse. Non vi è un fluire passivo e incontrollato di immagini mentali, ma un processo di costruzione di una rappresentazione simbolica in grado di descrivere le dinamiche psichiche della persona. La seduta psicologica con l'Esperienza Immaginativa viene effettuata ponendo la persona in uno stato di leggero rilassamento, su una comoda poltrona e in piena interazione con la presenza dello psicologo. Quest'ultimo partecipa sia indicando lo stimolo immaginativo da cui partire, sia intervenendo con specifiche istruzioni in particolari momenti della costruzione dello scenario, per aiutare la persona ad assumere particolari collocazioni o atteggiamenti all'interno dello spazio immaginativo.

 

Per questo motivo, il paziente è invitato a descrivere verbalmente e nella maniera più accurata possibile lo scenario che si sviluppa nella sua mente, consentendo al terapeuta di poter osservare "in presa diretta" le rappresentazioni simboliche, e di conseguenza le dinamiche psichiche, che si sviluppano nella sua mente. L'aspetto più affascinante di questo metodo è la possibilità di lavorare attivamente proprio su queste dinamiche, anche semplicemente aiutando il paziente ad agire creativamente all'interno del proprio spazio immaginativo, elaborando proficue soluzioni.


"Il sogno ad occhi aperti non è un vuoto mentale. È piuttosto il dono di un'ora che conosce la pienezza dell'anima"
Gaston Bachelard


Le fasi successive del percorso

Vi è spazio, naturalmente, nelle sedute successive, per un'attribuzione di significato offerta in primo luogo dalla persona che ha effettuato l'Esperienza Immaginativa. La presenza dello psicologo è in ogni caso d'aiuto, per sostenere il paziente nell'elaborazione di ulteriori spunti di riflessione e per favorire un ampliamento della conoscenza di sé.
 

La finalità di questo metodo è dunque sia diagnostica che terapeutica. Nel fluire dell'immaginario i contenuti dell'inconscio possono infatti apparire, con delicatezza e in forma simbolica, rendendo più espliciti i blocchi, i complessi e le difese psichiche. E tutto questo rende possibile una loro rielaborazione. All'interno dell'immaginario la rielaborazione è ovviamente simbolica, ma allo stesso tempo tende a tradursi sul piano della realtà della vita quotidiana, proprio grazie alla forza delle emozioni evocate dalle immagini.


L’aspetto creativo e trascendente dell’Esperienza Immaginativa

La tecnica dell'Esperienza Immaginativa può a tutti gli effetti essere definita come una forma di "immaginazione creativa", dal momento che offre la possibilità di generare nuovi scenari ipotetici di realtà, in grado di porci nella condizione di infrangere le modalità abituali (e spesso disfunzionali) con le quali interpretiamo e affrontiamo la vita.
 

Il metodo si caratterizza per la sua grande flessibilità. Si presta ugualmente bene sia per brevi percorsi mirati su specifiche tematiche (come, ad esempio, l'autostima e la fiducia in sé stessi, le proprie capacità relazionali, le difficoltà di scelta, ecc.), che per percorsi più strutturati e complessi che richiedono una più approfondita rielaborazione della sofferenza affettiva o il trattamento di aspetti psicopatologici.
 

Ma il motivo per cui ho sempre trovato particolarmente affascinante questa tecnica è legato soprattutto alla possibilità che il metodo offre di poter dare espressione, per fasi successive, anche alle eventuali “immagini di trascendenza” che la persona desidera esprimere. L'ultimo stadio di un percorso completo basato sull'uso dell'Esperienza Immaginativa prevede infatti la possibilità di operare nell'ambito della cosiddetta fase di "lucidità creativa".
 

L'immaginario, al tempo opportuno, giunge ad arricchirsi di elementi che, oltre a dimostrare la risoluzione delle più importanti conflittualità psichiche, accompagnano la persona nel prezioso percorso di esplorazione dell'ampiezza del Sé, trascendendo i confini dell'Io personale, come avrebbe affermato Carl G.Jung. O addirittura, offrendo spazio per un avvicinamento alla dimensione del Sé Transpersonale, per come lo avrebbe definito Roberto Assagioli.


Articolo del dr. Andrea Biasioni - Psicologo

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NOTE e BIBLIOGRAFIA

La Scuola di riferimento per l'insegnamento del metodo dell'Esperienza Immaginativa è la SISPI - Milano

R. Rocca, G. Stendoro – “Il counseling con l’intervento della procedura immaginativa” – Armando Editore
A. Passerini, F. Vegetti – “Esperinza immaginativa. Counseling, pedagogia e psicoterapia. Applicazioni individuali e di gruppo” – Alpes Edizioni
G.Toller, A.Passerini – Psicoterapia con la procedura immaginativa – Armando Editore
C.Widmann – Le terapie immaginative – Edizioni Magi