È noto ormai come il mondo virtuale ed in particolare quello dei social network sia ormai parte integrante della vita dei cosiddetti nativi digitali.

Chi sono i nativi digitali? Semplicemente i più giovani, coloro che sono nati nella generazione dello smartphone e per i quali, è più facile muovere il dito su un touchscreen che sfogliare la pagina di un libro. Non lo dico con senso di critica o di biasimo, è solo una questione generazionale anche se per noi diversamente giovani, probabilmente il gusto del tatto sulla carta stampata ci lascia le ancora sensazioni più belle.

Ormai tutta la loro vita viene dirottata, o per essere più precisi, postata sui social attraverso immagini, video, parole selfie e chi più ne ha più ne metta. Fino a non troppo tempo fa ci si dava appuntamento davanti la discoteca per andare a ballare, ora l’appuntamento se lo danno con una diretta facebook o instagram o in una stanza virtuale di qualche chat. Li si parla, si litiga e si amoreggia pure, del resto per ogni emozione hanno inventato un’emoticon. Non possiamo e non dobbiamo demonizzare un nuovo modo di comunicare e di vivere, ma dobbiamo stare attenti forse a dare il giusto peso a quello che viviamo, per non rischiare che i nostri ricordi, le nostre emozioni e il nostro vissuto non si riducano solo a un pretesto da condividere sullo schermo di uno smartphone, o a una gara per avere più like. 

La Rete ci ha regalato i social, questi meravigliosi luoghi virtuali nei quali è possibile ritrovare amici di cui avevamo perso le tracce, condividere con chiunque foto delle nostre vacanze o informazioni in tempo reale, stimolando anche uno scambio di opinioni, un commento o semplicemente un like. I social ci danno l’opportunità inoltre di segnalare con un semplice clic eventi di ogni tipo o diramare una notizia che possa essere di utilità per molti. Negli ultimi tempi inoltre il loro utilizzo si è imposto anche nel mondo del lavoro, i social infatti ci danno opportunità di promuovere la nostra attività professionale o di farci conoscere. Attraverso essi sono nate nuove figure che mai prima d’ora erano esistite come quelle degli “influencer”, ebbene si, persone che utilizzando la vetrina dei social ti dicono che tipo di scarpe indossare, come vestirti o cosa mangiare. I social sono anche diventati però il territorio dove giovani ragazzi vengono bullizzati, insultati e campo di battaglia a chi riceve più like tanto da farsi un selfie anche su un binario all’arrivo di un treno.

Per concludere, possiamo definire i social network come uno strumento per facilitare il contatto con persone fisicamente lontane da noi; tuttavia è sempre bene ricordare che le immagini che essi trasmettono la maggior parte delle volte non sono veritiere e alludono a una realtà creduta (soltanto!) “perfetta”.

 

Autore: dr. Federico Fontana - Psicologo